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RECENSIONE : Il Canto delle Parole Perdute di A. Pascual

Buongiorno Cari Lettori! 
In questa giornata decisamente invernale voglio condividere con voi la recensione di un romanzo che è sostato nella mia chilometrica lista dei desideri per vari mesi.
Un libro letto nella seconda metà di novembre, essenzialmente durante i miei obbligati viaggi di pendolare tra casa, università e ritorno.
Il canto delle parole perdute di Andrés Pascual.
Prezzo : 16.40€
Pagine : 550

Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti  prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno.
Tokio, febbraio 2011. Emilian Zach, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate ad incrociarsi in un finale sorprendente.

« Questo non è reale, non è reale.. ma mentre teneva sotto controllo la tachicardia e la nausea, individuò in lontananza la ruota di un carro, la tenda di un negozio che ancora si riconosceva, i resti di un ponte da cui qualche volta era passato.. 
Il mondo gli crollò addosso. 
Non era un incubo. Non si era mosso dalla collina.
 Ciò che aveva davanti era la sua città. »

Storia: 5 | Personaggi: 4 | Stile: 5 | Copertina: 4

Il canto delle parole perdute è un romanzo in grado di arrivare dritto al cuore fin dalle prime pagine. E' un romanzo che non potrà lasciare indifferenti; un libro che racchiude amore e dolore, gioia e speranza, dolcezza e crudezza, vita e morte. Questo titolo è rimasto per tanto tempo ad attendere nella mia wishlist, in attesa del momento giusto per poter essere letto e vissuto.
Pascal riesce perfettamente a rappresentare - utilizzando anche scene dure e disarmanti! - la tragedia storica moderna delle due bombe atomica di Hiroshima e Nagasaki.
Ed essendo sinceramente affascinata dalla cultura giapponese, in tutta la sua magnificenza e celato mistero, trovo veramente difficile trovare un difetto specifico ad un libro che mi ha colpito dritto al cuore, che mi ha coinvolto e conquistato, pagina dopo pagina.
Il Canto delle Parole presenta due diverse storie d'amore che vivono in due contesti ed in due realtà storiche molto diverse; due storie d'amore che per il solito ed immancabile gioco del destino finiscono irrimediabilmente per scontrarsi portando ad esiti e conseguenze impreviste.
Kazuo e Juno, un amore adolescenziale che finisce per essere inevitabilmente distrutto a seguito della seconda bomba su Nagasaki, atto che porterà con sè dolore e morte, ricerche e viaggi, paure ed incertezze, ma con quella costante consapevolezza di un puro amore profondo che mai potrà mai assopirsi.
Emilian e Mei, un amore improvviso ed imprevisto, come sono molti amori dei giorni nostri. Lui, funzionario delle Nazioni Unite in crisi e convinto sostenitore dell'energia atomica, e lei, nipote di Junko, proprietaria di una galleria d'arte giapponese, con il solo scopo di ritrovare l'amore perduto di una donna oramai alla fine dei suoi giorni.
Il romanzo si alterna tra due mondi e contesti diversi dove due storie d'amore finiscono per abbracciare il lettore nel viaggio, impervio e complicato, fino alla verità.
Descrivere questo libro come un semplice romanzo d'amore non è sufficiente e non renderebbe, altrimenti, il giusto merito all'opera del suo autore.
Infatti Pascal, proprio attraverso la chiave del romanticismo, riesce a trattare ( con la dovuta dose polemica! ) una tematica forte e sentita, discussa e ribattuta, quale quella dell'energia atomica, che non può certamente lasciare indifferenti, che, posso scommetterci, riuscirà a toccare la coscienza di ogni lettore.
Procedendo con la lettura, ho provato una profonda connessione con il personaggio di Junko
Un personaggio che, in realtà, non viviamo fisicamente durante la narrazione, ma che si riesce a percepire nello spirito e nella forza di una donna innamorata che mai si arresa alla vita, ma che ha sempre continuato a lottare in attesa di rivedere quegli occhi, di risentire quella voce, di rivivere quelle emozioni lasciate, incolpevolmente, indietro.. Un romanzo che mi sento di consigliare dalla prima all'ultima pagina. In modo particolare, ho apprezzato la scelta stilistica portata avanti per tutta la sua durata dall'autore : la semplicità nella descrizione, lo studio della cultura giapponese che si percepisce fortemente in tutta la narrazione, il forte rispetto per un popolo che ha sofferto e che porta in sè una ferita aperta che, forse, difficilmente si rimarginerà e la volontà di non dare mai nulla per scontato o già detto, ma cercando di viaggiare dentro la psiche e le ragioni di ogni singolo personaggio.

Cosa ne pensate di questo romanzo? 
Anche voi subite il fascino del Giappone e della sua cultura?
Lasciatemi le vostre opinione nei commenti..
Cristina

2 commenti

  1. Assolutamente d'accordo...ho semplicemente adorato questo libro *__*

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  2. Che bei ricordi ho di questo romanzo! L'ho amato molto anch'io: una lettura intensa e appagante :3

    RispondiElimina

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