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RECENSIONE : Lo Strano Caso dell' Apprendista Libraia di D. Meyler

Uno dei miei più grandi sogni fin da bambina è stato quello di lavorare in una libreria, immersa nel profumo dei libri, assaporando ogni nuova uscita, gustando ogni anteprima.
Ecco perchè, trovandomelo davanti, ho detto di sì a Lo Strano Caso dell' Apprendista Libraia.

« Puoi amare qualcuno perchè riesci a vedere il centro della persona attraverso il filo spinato? E se poi ti sbagli? Se togli tutti quegli strati di crudeltà e alla fine non trovi un nucleo di bontà, ma una crudeltà ancora più grande? »

Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina vede appeso un cartello: cercasi libraia.
E' l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perchè a soli ventitrè anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi collegi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitarra. Sono loro ad insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il Giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti ad un bivio..
Storia: 6 | Personaggi: 5 | Stile: 6 | Copertina: 5

Ero veramente incuriosita ed intrigata dal leggere questo libro : con un titolo del genere, si va sempre sul sicuro, giusto? Sbagliato! Leggendo la trama ed osservando la copertina, mi ero immaginata un romanzo costruito in una perfetta atmosfera da libreria newyorkese : tra autori e scaffali, libri classici e nuove proposte, tomi impolverati e da scoprire. Ah, quanto è amara l'illusione!
Come scrive la stessa autrice, in un tono quantomeno profetico " Alle volte certi libri non prendono e basta. ", mi sono ritrovata in un vero e proprio dramma esistenziale femminile: Esme è una giovane, studentessa universitaria inglese trapiantata nell'avvincente e seducente New York che, in men che non si dica, si ritrova incinta, senza soldi e senza fidanzato. Ma analizziamo meglio la situazione..
Esme è quel prototipo antifemminista per eccellenza, ingenua oltre ogni dire ed ancorata ad un amore perfetto che, a quanto pare, vede solo lei.
Mitchell è l'inutilità fatta persona. Uomo di trent'anni con il cervello di un quindicenne in piena fase ormonale.
Luke, a mio avviso unico personaggio degno di nota, non riceve il degno merito nè tantomeno l'interesse della scrittrice. Lasciato in disparte, sullo sfondo, con la sua chitarra ed i suoi concerti, con i suoi modi silenziosi e taciturni che, se sfruttati, avrebbero potuto portare ad epiloghi ben più interessanti.
E' un romanzo che presenta spunti interessanti. Con riferimenti letterari ed ambientazioni che riescono ad affascinare il lettore, ma non è sufficiente.
E' un romanzo che manca di verve. Ripetitivo e prolisso in larga parte. Che manca di quel pizzico di naturale curiosità ed interesse che porta il lettore a leggere un libro tutto d'un fiato, con quel desiderio di scoprire cosa accade, voltando la pagina, quel senso di stupore che lascia un sorriso impresso sul volto a fine lettura.
Nulla di questo, purtroppo, posso dire riguardo a Lo Strano Caso dell' Apprendista Libraia.
Un romanzo eccessivamente corale, con troppi personaggi secondari che faccio fatica, anche dopo poche ore dal termine, a ricordarne caratteri e tratti salienti.


Avrei preferito che alcuni personaggi fossero stati maggiormente valorizzati ( vedi Luke ed il suo rapporto con Esme, ndr. ), ma, soprattutto, vedere e percepire la libraia effettivamente al centro degli eventi e non una mera conseguenza.

Sostanzialmente, questo è il caso in cui un fenomeno editoriale non incontra il gusto di una lettrice.

Avete letto il libro? Qual è la vostra opinione in merito?
Cristina

4 commenti

  1. E questa è l'ennesima recensione negativa che leggo di questo romanzo! ^^
    Mi sa che come hai sottolineato, cara Cristina, l'autrice è stata davvero profetica, non credo che gli darò una chance! ^^

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  2. Regalatomi da mia cugina, non ho potuto fare a meno di tuffarmi subito nella sua lettura, considerato che tempo fa mi sono imbattuta in lui e più volte sono stata sul punto di comprarlo, incuriosita dal titolo. D'accordo con te, Cristina, nel rimanere stupita dalla trama, molto lontana da quella che il titolo può suggerire! Deludente è il ruolo marginale che la libreria riveste nello svolgersi del romanzo: se l'autrice aveva come intento quello di farlo sembrare da subito un ambiente sicuro e familiare, dove cercare rifugio nei momenti difficili, direi che ha fallito! A me ha dato più l'impressione di un normale luogo di lavoro, in cui la protagonista ha un bel rapporto con i suoi colleghi, ma niente di più. Condivido anche la tua opinione su Luke, la cui figura poteva sicuramente essere sviluppata meglio.
    Voglio però concludere questa breve recensione spezzando una lancia a favore dell'autrice: se ci si dimentica del titolo e delle aspettative che esso alimenta nei riguardi della libreria e dei suoi personaggi, la trama è apprezzabile e purtroppo realistica, soprattutto in una città come può essere quella di New York. E, giunta alla fine, mi sono accorta di essermi affezionata al personaggio di Esme nel corso del romanzo.

    Complimenti per il tuo blog!

    Francesca

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    Risposte
    1. Grazie mille Francesca per il tuo commento. Effettivamente, se si trascende dalle aspettative e dal titolo, è una piacevole lettura, ma, purtroppo, per quanto mi riguarda, deludere le aspettative di un lettore è un grave errore per chi fa questo mestiere :) spero di rileggerti nuovamente e presto qui intorno.

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  3. Perfettamente d'accordo con te. Più che un libro è stato un tradimento!

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