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RECENSIONE : Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Buongiorno Lettori.
Come è andato il vostro fine settimana? Il mio è stato ozio completo senza se e senza ma, poi, devo ammetterlo - ma non ditelo a nessuno.. shhh! -, non ho più il fisico per fare le ore piccole!
Ma torniamo a noi ed iniziamo questa settimana con la recensione di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, scritto nel lontano 1953 e vero e proprio manifesto distopico!

Prezzo : 12.00€
Pagine : 198
Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati.
Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge.
Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, tra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine.
Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile e per Montag, il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui ha sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscata dalle tenebre della società tecnologica imperante.

Non è pura fantascienza quella di Bradbury! Fahrenheit 451 narra di un futuro che parla al presente. Non a caso questo romanzo, come 1984 di Orwell, è diventato un classico della letteratura internazionale. E' uno di quei libri che attraversano le generazioni perchè hanno sempre qualcosa di nuovo da dire..
Dallo stesso romanzo è stato poi tratto l'omonimo film del 1966 per la regia di Fançois Truffaut.
Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 4

Leggendo questo libro pubblicato nel 1953 è naturale chiedersi come possa essere il passato che racconta il futuro così presente?
In una società dove i libri e la cultura sono condannati alla distruzione; in una società dove la tecnologia, la pubblicità, le banalità televisive ed il consumismo sono utilizzati dal potere politico come efficace strumento di azzeramento della coscienza umana, assistiamo al risveglio di Montag!
Un uomo come tanti. Un milite del fuoco: in quella realtà dove i pompieri non spengono i fuochi, ma li creano per trasformare in cenere l'ultimo brandello di conoscenza storica che, questo teme chi dall'altro li osserva, potrebbe rendere i popoli liberi, capaci di scegliere e giudicare, semplicemente pericolosi.
La scelta più ovvia è l'assuefazione della mente, del cuore e dello spirito grazie alla migliore e sofisticata tecnologia, sostituendo le persone reali in fittizie e perfette figure sorridenti, presenti e accomodanti a piacimento dello spettatore, viziati dall'avere tutto, incapaci di pensare e privati di quella naturale predisposizione alla curiosità e al conoscenza. Anche la vita di Montag procedere lineare lungo un percorso delineato e privo di deviazioni, ma qualcosa in lui sembra scuotersi grazie al fugace incontro con una donna strana e sconosciuta. Una figura capace, con poche parole, a mettere in dubbio una vita intera fatta di un lavoro svolto per inerzia e di un matrimonio che sentiva sempre più lontano, incompreso ed irreale!
E' concepibile una società senza libri?
Bradbury lo dimostra, pagina dopo pagina, portando alla luce pensieri e convinzioni umano che non sono, poi, così assurde ed improbabili. Quello che sconvolge non è tanto l'ordine di distruzione da parte del potere politico ( chiaramente impaurito dalla forza ispiratrice dei libri! ) quanto la passività del popolo di fronte a tale, per noi, assurda imposizione e senza il benché minimo desiderio di sapere, di domandare, di avere risposte, ma semplicemente accettando che quella sia la cosa più naturale e giusta da fare: i libri sono pericolosi, bruciamoli!
Ed è proprio grazie all'evoluzione interiore vissuta da Montag che percorriamo un po' la storia dell'animo umano: dalla presa di coscienza di sè e della propria realtà fino al cambiamento totale e definito. Quello che è quasi una rivincita ed una vittoria morale.
Anche se questo libro è stato scritto nel 1953 tra le sue pagine è possibile assaporare un vero e proprio manifesto della realtà moderna e culturale che non può non lasciare indifferenti; un vero monito alla società dove il progresso deve essere spinta di crescita e non mezzo improprio per ridurla a mera assuefazione.
Da lettrice, non posso che essere incline al messaggio che Fahrenheit 451 vuol trasmettere alle generazioni future : i libri rappresentano la nostro cultura e la nostra storia e meritano di essere conosciuti, vissuti e tramandati.
Bruciarli significa distruggere un pezzo della nostra stessa libertà!
Un libro che vi consiglio proprio per l'attualità delle sue parole e la forte denuncia che ogni pagina è capace di trasmettere al suo lettore.

Avete letto il libro? Cosa ne pensate?
Lasciatemi le vostre opinioni commentando il post..
Cristina

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