venerdì 5 febbraio 2016

RECENSIONE : Il Mare Nasconde Le Stelle di Francesca Barra

Buongiorno Lettori! 
In questo fine settimana oramai alle porte, voglio parlarvi della mia ultima lettura Il Mare Nasconde Le Stelle; un romanzo che inevitabilmente accarezza il cuore, raccontato con uno stile delicato ed avvolgente dalla giornalista e scrittrice Francesca Barra e pubblicato dalla casa editrice Garzanti che ringrazio per la copia in anteprima.
Come vi avevo anticipato settimana scorsa - nella rubrica Topic Books - pur seguendo da un po' il suo lavoro da giornalista sia in televisione che nella carta stampata, non avevo avuto ancora il piacere di incontrare la sua penna di scrittrice e scorrendo tra le pagine delle anteprime letterarie mi sono ritrovata letteralmente incatenata a questo romanzo, come fosse una specie di magnete dalla potenza inaudita.
Fin da primo acchito, il suo titolo mi ha lasciato sulla pelle la contrastante sensazione di dolcezza e dolore, di paura e speranza che, poi, ho ritrovato distintamente affrontando da lontano e al sicuro il viaggio di Remon tra quelle stesse pagine. La copertina, poi, ha rafforzato la mia curiosità nel voler intraprendere una lettura così potente ed incisiva che si è, poi, rivelato un autentico manifesto alla fiducia verso il prossimo e all'amore gratuito verso la differenza.

Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 5 | Copertina: 4

Il sogno di Remon è cercare la libertà, afferrarla e tenerla stretta vicino al cuore come un tesoro prezioso e dal valore inestimabile. Quello stesso valore che nel suo Egitto non esiste più. E' stato smarrito. Lui, cristiano copto, è costretto a vivere costantemente con la paura di essere ucciso o di veder soffrire i propri cari. Lui che ha un rapporto così vero, profondo ed orgoglioso con la sua fede, ora, per sopravvivere dovrebbe metterla a tacere, privarsi di quel calore che sale forte fin dal luogo più intimo della sua anima e non può permetterlo.

« Ed è così che abbiamo iniziato a vivere in Egitto con la paura dentro il cuore, 
fra le strade, nelle chiese, in famiglia! »

Remon ama studiare e sa che da grande sarà un ingegnere. Ma con il dolore nel cuore sa bene che non c'è spazio in quei luoghi per i suoi sogni, che non potrà mai afferrarli e trasformarli in realtà. Per questo motivo, senza dire addio alla sua famiglia, abbandonando quel familiare calore che lo riscaldava nei momenti più difficili, intraprende il viaggio più difficile della sua vita, sperando così di poter trovare anche solo un pizzico di felicità. Il viaggio della speranza, molti lo chiamano. Lì dove il rumore della paura sovrasta potente il perenne silenzio che cala tra persone sconosciute, incapaci di parlare o di confrontarsi. Uomini, donne e bambini accompagnati dalla cieca solitudine e dalla fredda inconsapevolezza, costretti a soffrire la fame e la sete, sottoposti alle peggiore angherie e ai più infidi soprusi da parte degli scafisti che vedono in loro solo numeri, soldi e guadagni sicuri. Non sono più persone. Credere il contrario sembra ogni giorno più difficile..

« Non riuscivo a capire come fosse possibile stare vicini per tanti giorni e non parlarsi mai, non scambiare mai uno sguardo. Forse perchè la tristezza e la paura non hanno voce.. »

Eppure Remon non si sente solo. Alzando gli occhi al cielo osserva in quella distesa buia sopra la sua testa centinaia di stelle, pronte a custodire tutti i suoi sogni. 
Quegli stessi sogni che gli permetteranno di non perdersi mai. Ma di lottare, di andare avanti, passo dopo passo, con un coraggio e una forza di volontà tali da fare invidia a molti uomini.
Accanto ad occhi diffidenti e parole soffocate, Remon troverà negli occhi di chi si prenderà cura di lui quella stessa umanità che credeva oramai perduta, andando a riaccendere quella speranza che, in fondo, dal suo cuore non se ne era mai veramente andata. 

« Quando cominci a essere non solo un numero, ma anche una storia che si ascolta e si cerca di comprendere. Quando ti guardano negli occhi senza disprezzo! »

Molti sono i spunti di riflessioni che vengono a galla durante la lettura di Il Mare Nasconde Le Stelle. Vorrei soffermarmi su alcuni. 
In primo luogo, mi sono chiesta cosa ci spinge a dover per forza catalogare il prossimo. 
Chi siamo noi per farlo? E perchè non riusciamo, con la stessa facilità, a passare dall'altra parte della barricata, a vivere in quei vestiti e in quelle scarpe, ad osservare impotenti il dolore, la sofferenza e la morte che sono compagne di vita di bambini, donne e uomini, di intere popolazioni?
Non credo si possa dare una risposta con facilità, ma forse si potrebbe socchiudere la porta del nostro cuore, almeno un po'. Giusto lo stretto necessario per comprendere il prossimo, senza giudicarlo a priori, senza etichettarlo, senza porre un marchio indelebile che aggiunge al dolore solo altra silenziosa sofferenza. 
Tre cose ho invidiato a Remon: il coraggio, la forza volontà e la fede. 
Il coraggio di aver lasciato la sua piccola sicurezza per qualcosa di molto più grande e sconosciuto; la forza di volontà di credere a dispetto di tutto e la fede che ha sempre proclamato a voce alta, senza indugiare mai un secondo, senza vergogna. Arrivando a trasformare quella fiamma invisibile nel suo scudo più impenetrabile, porto sicuro della sua vita e irrinunciabile anche contro il suo stesso interesse. 

« Perchè ci sono tante forme di amore e tanti tipi di famiglia. Da quel momento ho pensato che oltre a tanto spazio nel cuore, potessero esistere anche due famiglie.. »

Eppure, anche nella vita i piccoli miracoli esistono: quello di Remon si chiama affido.
Forse la forma più alta e pura dell'amore incondizionato, quello che due genitori sanno donare naturalmente, senza aspettarsi nulla in cambio, ma con in più la consapevolezza - e forse la taciuta paura - che tutto possa sparire e finire da un momento all'altro. 
Tra le righe finali del libro è possibile scorgere un profondo senso di gratitudine per questa seconda famiglia che lo ha accolto come un figlio, senza incertezze o pregiudizi, ma donando quel sentimento che Remon aveva dovuto abbandonare quella notte, lasciando la sua casa per sempre. 

Perchè vi consiglio Il Mare Nasconde Le Stelle.
Perchè è capace di darci indietro quel profondo senso di umanità che ultimamente sembra essere andata perduta. Umanità, fiducia e speranza. Una storia dolorosa che ci viene raccontata grazie alla penna delicata di Francesca Barra con semplicità e rispetto, abbracciando ogni singola emozione e conducendo il lettore verso un inevitabile riflessione che, in questi tempi, non può che fare bene. 
Un libro capace di mettere sotto i riflettori la parte più bella della nostra travagliata Italia fatta di affetto e condivisione, di aiuto e premura verso il prossimo e non solo di bieco sospetto e sterile pregiudizio che fin troppo spesso trova il suo habitat naturale in dubbi salotti politici in cerca di voti facili. 
Basta fermarsi un attimo e pensare a come sia fin troppo facile trovarsi, un giorno, nella parte sbagliata della storia.. 

Cosa ne pensate, Lettori? Avete letto il romanzo o vi incuriosisce?
Fatemi sapere nei commenti..
Cristina

3 commenti:

  1. Ma che bella recensione, Cri <3
    Anche io l'ho pubblicata proprio questa mattina e non ci sono molti modi per trasmettere l'emozione di una lettura simile. Davvero molto bella!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille *__* avevo un po' paura di non riuscire a far trasparire realmente tutte le emozioni che questo libro è in grado di trasmettere..

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  2. Recensione splendida *-*
    Penso davvero che questo libro mi piacerebbe moltissimo perché amo quelle storie che hanno e trasmettono coraggio e fiducia e hanno protagonisti forti che ti ispirano e ti restano nel cuore :)

    RispondiElimina

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