giovedì 18 febbraio 2016

RECENSIONE IN ANTEPRIMA : La Vita Segreta e La Strana Morte della Signorina Milne di Andrew Nicoll

INFO LIBRO
Salve Lettori! 
Come anticipato nella pagina facebook questa mattina, oggi voglio condividere con voi una nuova recensione di un romanzo letto e terminato in pochissimi giorni in anteprima grazie alla casa editrice Sonzogno.
Grazie alla penna diretta e lineare di Andrew Nicoll con il suo nuovo romanzo La Vita Segreta e la Strana Morte della Signorina Milne affronta una storia vera che - con una meticolosa ricerca portata avanti negli archivi di polizia e attraverso i quotidiani dell'epoca - viene riportata alla luce, riaprendo un caso grazie ad un forte talento narrativo e puntuali tocchi di sapiente humor britannico.
Non sono mai stata abituata a leggere romanzi di uno spiccato genere giallo, ma questo specifico libro ha catturato immediatamente la mia attenzione sia per una copertina decisamente lineare e minimalista che per la sua trama che induce immediatamente il lettore ad immedesimarsi in una realtà così lontana e diversa - ma nemmeno troppo a voler indagare fino in fondo! - rispetto a quella che siamo chiamati a vivere quotidianamente..

Storia: 8 | Personaggi: 8 | Stile: 8 | Copertina: 8

1912. Broughty Ferry. 
Il romanzo ci trasporta immediatamente in un piccolo sobborgo della città di Dundee, in Scozia.
In un'epoca dove la moderna tecnologia sembra più una fantasiosa utopia che una prossima realtà e dove, tra le ambientazioni incontaminate dalla contemporanea civiltà, a fare da padrona sembra proprio essere quella piena consapevolezza di totale appartenenza al luogo e alle sue condizioni, viene ritrovato il corpo senza vita della Signorina Milne, vittima di un brutale assassinio quanto inspiegabile assassinio.
Ma chi è la Signorina Milne?
Questo è il quesito che il lettore continuerà a porsi per tutta la durata della narrazione. Di lei sappiamo solo quanto fosse stimata ed apprezzata dai suoi concittadini ed, in egual modo, vista con estrema diffidenza per le sue particolari stramberie e disdicevoli atteggiamenti che ben non si accostavano ad una donna di tale  di spessore sociale e di un età non più propriamente sbarazzina.
Fin dalle prime pagine di questo romanzo, assistiamo alle numerose contraddizioni investigative che abbracceranno gran parte della sua narrazione, figlie di un'epoca retrograda e diffidente verso il prossimo ed in particolare verso ogni ipotetico forestiero.
Ed è proprio grazie alle indagini scaturite dal ritrovamento del corpo della malcapitata che inizieremo a conoscere i singoli protagonisti di questa quantomai emblematica vicenda.
Il capo di polizia Sempill è il comandante del nucleo investigativo di Broughty Ferry che, malgrado le sue iniziali intenzioni, si ritrova al centro dell'interesse mediatico e non dell'omicidio della Signorina Milne, sentendosi personalmente chiamato a combattere una guerra in prima linea; una guerra che deve necessariamente vincere, qualunque siano i mezzi da adottare, qualunque sia il prezzo da pagare e, soprattutto, qualunque sia il colpevole da consegnare alla giustizia.
E' un uomo che si lascia eccessivamente trasportare dagli eventi e che non rappresenta affatto quella personalità forte e di polso che ci si aspetterebbe in determinate circostanze e in particolari ruoli; debolezze e presunzioni che lo condurranno a commettere grossolani errori e a voler trasformare indizi sommari in quelle prove a lungo bramate, ma di evidente dubbia veridicità.
L'ispettore Trench viene chiamato ad affiancare la polizia locale nel districarsi dai numerosi sospetti e indizi che verranno rilevati sulla scena del crimine, ma che non sembrano sufficienti ad indirizzare gli inquirenti verso una facile ed immediata soluzione. Trench si presenta come una sorta di alter-ego di Sempill. Come la voce di quella coscienza che sembra proprio non venir mai ascoltata, nè tanto meno messa in discussione. Sempre pronto a rimettere le parole in fila, a ricostruire frasi ed avvenimenti e, in certi casi, a riportare il capo di polizia con i piedi ancorati a terra. Un compito tutt'altro che facile ed un compito che porterà lo stesso Trench a mettere in dubbio la sua pregressa professionalità ed i casi risolti in passato con estrema facilità e forse con quella stessa superficialità che sembra prendere il sopravvento nel suo egocentrico collega.
Il Sergente Frazer è la voce narrante del romanzo. Uno zelante e sempre attento grillo parlante che permetterà al lettore di venire a stretto contatto con ogni personalità, ogni avvenimento ed ogni più piccola sfaccettatura che conquisterà il suo naturale spazio nell'intricato filo logico della narrazione.

Attraverso la penna fresca e diretta di Andrew Nicoll ci sembrerà quasi di percorrere, passo dopo passo, ogni singolo avvenimento del complicato progredire investigativo dei nostri protagonisti.
Riusciremo con il tempo ad immedesimarci in ogni loro singolo aspetto, tentando infine di comprenderne anche i naturali difetti e i controversi atteggiamenti che troveranno il loro naturale epilogo con il presentarsi della parola fine.
Affascinanti sono indubbiamente anche le ambientazioni che circondano la vicenda.
Sempre grazie all'autenticità del talento di questo autore, ci sembrerà quasi di respirare quella pungente brezza scozzese e di percorrere quelle strade un po' spartane rese tali dalla mancata contaminazione del continente.
Quello che è mancato, dal mio personalissimo ed esigente punto di vista, è stato quel necessario guizzo adrenalinico che sono riuscita a percepire in parte solo durante la lettura frenetica e vorace dell'epilogo narrativo. Un epilogo che lascia indubbiamente esterrefatti, senza fiato.
Una conclusione che rende giustizia ad un romanzo che merita di essere letto.

Perchè vi consiglio La Vita Segreta e la Strana Morte della Signorina Milne.
Mi sento di consigliare il romanzo di Andrew Nicoll per essere diretta testimonianza del detto Nulla è mai come sembra; voltando l'ultima pagina del libro forse inizierete ad osservare i vostri vicini con occhi diversi, ponendo colorati accenti lì dove prima osservavate solo ordinaria e noiosa normalità.
E' una lettura capace di affascinare sotto molteplici aspetti e che nella sua contraddittorietà permette di entrare nel vivo di una vicenda che è più vicina a noi di quanto potremmo mai immaginare.
Una lettura frenetica e piacevole che mi sento di condividere e consigliare agli amanti del genere poliziesco e a quanti vogliono immischiarsi in faccende di polizia, ma senza perdere faccia e reputazione.

Cosa ne pensate di questa anteprima, Lettori?
Spero di aver scatenato la vostra curiosità.
Vi ricordo che il romanzo sarà disponibile in libreria dal prossimo 25 Febbraio.
Ringrazio la casa editrice Sonzogno per avermi concesso l'opportunità di conoscere questo romanzo in anteprima.
Cristina

2 commenti:

  1. Uh, aspetto a giorni il cartaceo. L'attesa, fortunatamente, è ben riposta ;)

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  2. Ho ormai letto i pareri più disparati su questo romanzo. La tua recensione è stata quindi molto ben accetta da parte mia e il mio sesto senso mi suggerisce che potrei essere decisamente in sintonia con i pensieri che hai espresso.

    RispondiElimina

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