giovedì 28 aprile 2016

[ MOVIE REVIEW ] : God's Not Dead

Quando si parla di passioni viscerali il cinema è indubbiamente presente con i suoi classici, le varie trasposizioni cinematografiche - più o meno riuscite - di libri che ho amato fino a quelle piacevoli novità che sono ancora in grado di scuotere le conoscenze, far riflettore e portare all'attenzione temi che, per la società moderna, sembrano quasi retrogradi e sicuramente superati!


E' il caso di God's Not Dead - la matricola Josh Weaton - interpretata da Shane Harper - alla sua prima lezione di filosofia viene apertamente sfidata dal professore Jeffery Radisson - interpretato da Kevin Sorbo - a provare l'esistenza di Dio; un ordinario corso universitario si trasforma così in un'autentica disputa tra scienza, filosofia, ateismo e fede dove il protagonista si troverà a scontrarsi con il fervente scetticismo di un uomo autoritario che non concederà tregua! Josh si ribella autenticamente alla richiesta del professore che, come ogni anno, obbliga i suoi studenti a scrivere in un foglio bianco, poi firmato, le parole God - Is - Dead; affermazione che è contraria alla sua fede. Da quel momento, si apre un confronto serrato e profondo che porterà l'alunno a far ammettere al suo reticente professore il motivo di tanto odio verso chi, per sua stessa ammissione, non esiste! Accanto a loro, si costruiscono storie parallele che finiranno inevitabilmente per intrecciarsi, abbracciando tutte quelle domande che ruotano attorno al senso della fede, alla costante presenza del male e del dolore nel mondo e di come un Dio possa permettere tutto questo, senza intervenire in difesa dei suoi stessi figli. 
Se da una parte il messaggio che risuona forte e chiaro arriva al suo destinatario grazie all'inserimento di una colonna sonora trascinante e coinvolgente - Newsboys - le vite che vengono raccontate e gli episodi che ruotano attorno al titolo del film non convincono appieno, risultando quasi messe lì a caso, senza un effettivo risvolto nella trama, come a coprire certi buchi che spingono verso un'unica risposta. 


God's Not Dead rimane un film capace di far riflettere, di fermarci a pensare e di non vergognarsi mai della propria fede, delle proprie convinzioni e dei propri principi morali a discapito di ogni discriminazione, di ogni sterile giudizio che questa società è sempre pronta ad affibbiare sotto forma di insensate etichette. Ammetto di essermi commossa in alcune scene - che ho sentito particolarmente vicino alla mia diretta esperienza - e credo che sia proprio la forza privata di questo film ad avvicinare spettatori di ogni età e credo. God's Not Dead è un racconto in cui ogni parte viene messa alla prova, in cui ogni punto di vista viene spostato dalla sua decisa prospettiva e in cui, soprattutto, ogni pubblica sentenza è pronta per essere ribaltata. Un film che mette il suo accento nel controverso significato del libero arbitrio e di come questo governi il mondo e le scelte di ognuno di noi.

Spero che questa mia prima recensione cinematografica vi sia piaciuta. 
Ogni tanto troverete anche questo nel Blog, magari sarà un altro bel mattoncino per condividere insieme anche questa affascinante passione.. 
Cristina

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