lunedì 18 aprile 2016

RECENSIONE : La Randagia di Valeria Montaldi

« Andrò RANDAGIA per il mondo, nessuno mi troverà! »

In questa serata di inizio settimana, come ogni lunedì, voglio condividere con voi la recensione di un romanzo che ho letteralmente divorato in meno di quarantotto ore e che mi ha piacevolmente sorpreso per trama, contenuti e affascinante narrazione.
La Randagia di Valeria Montaldi, pubblicato lo scorso 5 Aprile per la casa editrice Piemme che ringrazio tantissimo per la copia cartacea. Buona Lettura e buona caccia alle streghe.. se ci riuscite!

INFO LIBRO
1494. Nella vecchia casupola annidata nella boscaglia che sovrasta Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura. La sua solitudine, in realtà, è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano: quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d'amore, per Britta comincia una terribile discesa all'inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell'inquisitore. Il giudizio è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.
2014. E' un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l'ultimo tassello della sua ricerca, l'iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perchè una ragazza dedita all'occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell'enigma affondasse le sue radici proprio in quel lontano passato?

Storia: 9 | Personaggi: 8 | Stile: 8 | Copertina: 9

Parlando La Randagia del mito delle streghe e della loro famelica condanna nei secoli, vorrei partire proprio prendendo spunto dal mio invincibile sesto senso che mi sta guidando nelle letture di questo 2016. Quando mi sono imbattuta in questo romanzo, devo ammettere che è stata la sua copertina a catturare immediatamente la mia attenzione: misteriosa e a tratti inquietanti, dominata da colori freddi, con una figura femminile, totalmente vestita di nero, a dominarne la scena, seguita da un lupo quasi coperto da una pressante ed imminente foschia e quel titolo color rosso sangue che sembra quasi pulsare all'altezza del cuore della giovane. La trama, poi, mi ha spinto verso una scelta semplicemente inevitabile: dovete sapere che sono sempre stata affascinata dall'occulto e dalle streghe, dall'Inquisizione e da quel profondo desiderio maschilista di distruggere ogni donna che portasse fiera in viso la sua forza, la sua indipendenza e la sua autonomia come un potente e coraggioso vessillo. 
La storia si costruisce attorno a due vicende parallele e a due donne con molti caratteri in comune: Britta de Johannes, condannata per stregoneria dopo un processo sommario e privo di ogni minima garanzia nel 1494 e la dottoressa Barbara Pallavicini che, secoli più tardi, esattamente nel 2014, si ritrova proprio a studiare la storia ed il mito di Britta per una tesi di dottorato che rappresenta la sua vera svolta accademica. Proprio durante un sopralluogo nello stesso castello in cui Britta è stata tenuta prigioniera, la Pallavicini si imbatte nel cadavere di una giovane ragazza, tale Francesca Ravet, Immediatamente entrano in scena due figure dell'arma che condivideranno, con più o meno ostinato piacere, le indagini investigative con il desiderio della studiosa di far luce su un mistero sempre più oscuro ed intrecciato tra un passato ed un presente quantomeno incerto: Giovanni Randisi e Claudia Lucchese. In piccoli paesini sperduti nel Valdostano, immersi di un'impenetrabile coltre di silenzi, segreti e omertà, le indagini porteranno i tre protagonisti in territori che vanno ben oltre la ragione e la razionalità, rendendosi pienamente conto di quanto le storie della vittima e della sventurata Britta siano più vicine di quanto si possa realmente pensare. La quasi contemporanea scomparsa della migliore amica di Francesca Ravet, aggiunge un ulteriore mistero che, grazie ad una penna graffiante e coinvolgente, ci verrà svelato dalla Montaldi legando storia, credenze popolari e fascino dell'occulto capaci di incollare letteralmente il lettore alle sue pagine. 

« Alla fine di quell'appassionata disquisizione, aveva affermato che la Johannes, come migliaia di altre donne in Europa, aveva pagato con la vita la proprio esigenza di emancipazione dal potere maschile.. »

La trama prosegue in un continuo sali e scendi tra un passato ed un presente fatto di maldicenze e superstizioni che, a dispetto dell'evoluzione sociale, sembrano presentarsi con egual forza ed imponente trasporto. Fattori che avvolgono le indagini in una morsa potente ed impenetrabile, tale da condurre i protagonisti a mettere in dubbio le loro stesse convinzioni, più volte, lungo un percorso tortuoso che li condurrà a ragionare ben oltre il conosciuto. 
I personaggi sono ben delineati e presentano caratteristiche peculiari che rimangono impressi nella mente del lettore; personalmente ho amato Britta de Johannes con la sua passione e la sua indipendenza, la sua sfrontatezza e quella sua radicata voglia di libertà, di essere se stessa contro ogni convenzione sociale, ogni diceria malevola ed ogni vincolo affibbiato da una società maschilista in un'epoca decisamente ostile ad ogni donna fiera ed orgogliosa della propria autonomia. 
Un personaggio che al suo lettore si mostra nudo nei sentimenti e nelle emozioni fin dal prologo; un prologo capace di attrarre lo spettatore in una morsa sensuale ed avvincente che, grazie ad un ritmo costante ed armonioso, ci permette di entrare - direttamente dalla porta principale - nel fulcro della storia, vivendo pienamente un'epoca affascinante e controversa, retrograda e agli albori di un imminente quanto inevitabile cambiamento. Personalmente, sono rimasta affascinata dalla capacità naturale della Montaldi di collegare perfettamente il passato con il presente, attraverso accenti narrativi mai eccessivi e con calde pennellate d'impatto capaci di creare un quadro tra storia e superstizione, realtà e mistero assolutamente incantevole. 

Perchè vi consiglio La Randagia. 
Perchè si è rivelato un romanzo in cui perdersi completamente grazie ad una storia capace di avvolgere il suo lettore in un crescente mistero sorretto da fatti storici, superstizioni e credenze popolari ben più radicate di quanto potremmo mai immaginare. La Randagia vi rapirà dal mondo esterno per condurvi attraverso le porte di un passato inquisitorio ed affascinante con le sue fragilità ed il suo umani limiti fino ad un presente costruito su crescenti domande che sembrano proprio non avere risposta. Razionale, almeno. Un mix credibile di thriller, occulto e soprannaturale che non è facile riscontrare nella letteratura italiana, ma che la Montaldi ci regala in tutta la sua autentica forza e magnetica attrazione. 

Cosa ne pensate, Lettori?
Lasciatemi le vostre impressioni a caldo nei commenti.. 
Cristina

3 commenti:

  1. È da un po' che mi imbatto ne "La randagia" ma, anche se sia la copertina che il titolo mi hanno colpita immediatamente, non avevo letto la trama fino ad ora e devo dire che anche questa è molto interessante. Insomma, superstizioni? caccia alle streghe? sembra fatto apposta per me. Credo che sarà tra i miei prossimi acquisti!

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  2. Attendevo "La Randagia" da quando è stata comunicata la data di pubblicazione e non era noto ancora il titolo. Il romanzo ho iniziato a leggerlo ... (in silenzio ovviamente) alle ore 0 (e pochissimi minuti) del 5 aprile, appena terminato il download in automatico (conseguente alla prenotazione fatta alcuni giorni prima) sul mio e-reader. Ho letto con piacere la recensione di Cristina e ne condivido le valutazioni. Vanni Bravi - un lettore che da qualche anno si lascia avvolgere volentieri nei misteri sorretti da fatti storici dei romanzi di Valeria Montaldi

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  3. Buongiorno,
    ho appena terminato la lettura de LA RANDAGIA e non ce l'ho fatta ad immergermi in un'altra giornata lavorativa, senza prima cercare qualche commento sul libro che mi permettesse di continuare a tenere un legame aperto con la lettura di questo noir che mi ha letteralmente rapito. Come sempre mi accade quando leggo un romanzo che mi coinvolge, anche in questo caso sento già la malinconica nostalgia per gli appuntamenti serali con Randisi e Britta, e ho perfino riletto alcune pagine per prolungare il piacere della lettura e rimandarne la conclusione. Condivido il commento di Cristina e aggiungo che non conosco i luoghi descritti, ma la capacità di Valeria Montaldi nel descrivere luoghi e paesaggi mi ha portato a viaggiare tra i boschi, le radure e i resti di castelli e ruderi medievali ed è stato come se fossi li con i protagonisti. Non conoscevo la scrittrice e ora devo assolutamente approfondire la conoscenza attraverso gli altri suoi romanzi. Grazie per la meravigliosa lettura!!!!
    Anna

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