venerdì 1 aprile 2016

RECENSIONE : L'Usignolo di Kristin Hannah

Buongiorno Lettori! 
Oggi voglio condividere con voi il mio personale parere su un romanzo che mi ha fatto letteralmente palpitare il cuore, regalandomi una lettura potente ed intensa fino a condurmi a delle inevitabili lacrime che sono sgorgate libere e copiose, bagnando le sue ultime pagine.
L'Usignolo di Kristin Hannah è uno dei libri più belli letti in tutta la mia vita!
Realistico e travolgente in un modo così naturale e spontaneo, è capace di conquistare il cuore del lettore, pagina dopo pagina, conducendolo in una morsa di ferite e dolore, di amore e tradimento in una cornice storica accurata e ben delineata in ogni suo più piccolo dettaglio che non si presenta poi così troppo lontana dai giorni nostri. Un romanzo che merita di essere letto, vissuto e affrontato di petto come spero di essere riuscita a fare attraverso queste mie parole..

INFO LIBRO
Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti.
Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d'occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo.
Senza più cibo nè denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l'altra, decisioni difficilissime.
Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l'incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone incontra il misterioso Gaetan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti.
Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro..
Storia: 5 | Personaggi: 4 | Stile: 5 | Copertina: 5

Scrivo questa recensione assolutamente di petto, avendo voltato l'ultima pagina pochi secondo fa e lo faccio ancora con le lacrime che continuano a rigare il mio viso, incapaci di fermarsi.
Sento ancora l'eco del mio cuore battere forte, indomabile. 
Una sensazione strana ed emozionante, allo stesso tempo.

« D'un tratto capì che una donna poteva cambiare tutta la propria vita 
e sradicare la propria esistenza con una sola scelta.. »

L'Usignolo è quel genere di romanzo che deve essere non semplicemente letto, ma autenticamente vissuto in ogni sua parola e attraverso ogni più piccola emozione che sgorga potente ed inarrestabile, come un fiume in piena. Solitamente siamo abituati a leggere e a celebrare le gesta di impavidi soldati o uomini che hanno cambiato - anche se in piccola parte - il corso di una guerra: vi siete mai accorti che si parla sempre di eroi e mai di eroine? Non vi suona decisamente troppo maschilista questo termine?
Questo romanzo rappresenta una rivincita; un inno orgoglioso a quelle donne che hanno lottato contro ogni più vile pregiudizio, per vincere una guerra dolorosa o anche solo per la sopravvivenza di chi amavano. Donne che hanno sacrificato in silenzio la loro stessa vita e che hanno irrimediabilmente compromesso il loro futuro in nome di quegli stessi ideali di cui molti uomini si sono fatti portatori, ma che loro hanno indossato sulla propria pelle senza ottenere nulla in cambia, tanto meno un doveroso riconoscimento!

« Non potevano toccare il mio cuore.. Non potevano cambiare la persona che ero dentro. Il mio corpo.. quello l'hanno spezzato nei primi giorni, ma il mio cuore no! »

Donne come Vianne e Isabelle.
Due sorelle distanti per età, esperienze, priorità e ideali; ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza, ma entrambe all'estenuante ed agognata ricerca dell'amore e di una libertà che l'occupazione nazista sembra oramai aver cancellato in ogni sua più piccola sfaccettatura.
Vianne è una donna con la testa sopra le spalle, dai saldi principi morali e cullata dall'amore di una famiglia che rappresenta tutto il suo mondo; Isabelle è una ragazza fragile e indipendente, scaltra e coraggiosa, sempre alla ricerca di quel potente sentimento che prima il padre, poi la sorella, le hanno costantemente negato con fin troppo superficialità.
Le loro vite verranno inevitabilmente travolte dall'imminente occupazione nazista che piegherà in ginocchio l'orgogliosa Francia di inizi anni quaranta. Una sconfitta che molti sembrano accettare con vile rassegnazione, ma che - nella silente copertura dei boschi e delle campagne parigine - il coraggioso popolo francese, fatto di uomini e donne dallo sguardo fiero e dal cuore palpitante, non smetteranno mai di combattere, senza mai arrendersi, senza cedere alla violenza tedesca, senza arretrare di un solo passo di fronte ad una spietata guerra che li condurrà troppo vicino alla tana del nemico. La resistenza francese rappresenta la scelta di Isabelle che abbraccia con l'incoscienza dei suoi anni, ma con l'orgoglio e la fierezza di chi sa che nulla è realmente perduto fino alla parola fine!
Sua sorella, d'altra parte, rifiuta con decisione questa sua scelta azzardata e pericolosa, arrivando quasi a cedere a quell'ignobile invasione che, in poco tempo, annienterà ogni sua piccola certezza e ogni briciolo di amore che le era ancora rimasto accanto.

« La sua amata città era come una cortigiana un tempo bellissima 
e ora invecchiata, dimagrita, stanca e abbandonata dai suoi amanti. 
In meno di un anno, il frastuono incessante degli stivali militari tedeschi sulle strade aveva privato quella maestosa città della sua essenza e le svastiche su ogni monumento l'avevano sfigurata! »

Parigi. Grazie ad uno stile linguistico diretto e preciso, armonioso e ritmico, Kristin Hannah riesce perfettamente a infondere nel suo lettore l'autentico e profondo spirito parigino: con le sue vie luminose e colorate, i suoi profumi avvolgenti insieme a quei sapori capaci di incantare ed ammaliare anche il più recalcitrante animo umano. Attraverso gli occhi stanchi e delusi di Isabelle, assisteremo al suo lento declino, alla sua cocente sconfitta, ad ogni dolore e ferita inferta dagli invasori fino a sentire sotto la nostra pelle quel sacro fuoco di orgoglio ed amore che la porterà a risollevarsi, giorno dopo giorno, dalla sua stessa cenere.
L'Usignolo si presenta come un vero e proprio capolavoro stilistico e narrativo sotto ogni singolo punto di vista. La caratterizzazione dei suoi personaggi è diretta e precisa, realistica e quasi tangibile al punto tale da puntare dritto al cuore del suo lettore: affezionarsi ad ognuno di loro è inevitabile e immedesimarsi in ogni più piccola emozione che scaturisce da queste pagine è quanto di più naturale possa esistere a questo mondo. La narrazione è ricca e ben costruita, non permettendo punti morti o pause che la renderebbe decisamente pesante e ben poco gestibile; vi ritroverete a sfogliare questo libro spinti da una voracità insaziabile perchè ogni porta appena socchiusa vi condurrà verso scenari impensabili ed emozionanti, capaci di lasciarvi esterrefatti e con il fiato sospeso tra un lungo sospiro ed un pianto incontrollabile!

Perchè vi consiglio L'Usignolo. 
Perchè è un romanzo che è capace di regalare ai suoi lettori emozioni pure, vere e potenti!
Leggere L'usignolo significa scavare nel profondo dell'animo umano con le sue luci e le sue ombre, assaporandone i pregi ed accogliendone ogni più silente fragilità. E' un'autentica riflessione corale sulla vita, sull'amore, sulle conseguenze della guerra che devastano il cuore prima di ogni altra cosa.
E' un romanzo che si fa vivere, dalla prima all'ultima pagina..
Costruito su intrecci di precario equilibrio in una vita che molti di noi hanno potuto conoscere solo attraverso le pagine dei libri di storia, ma che qui vengono riproposti in una chiave realistica e profonda tale da ancorare letteralmente il lettore ad ogni singola emozione che esplode in un autentico omaggio alla forza delle donne e alla loro incancellabile speranza per un futuro migliore!

E voi, Lettori, cosa ne pensate?
Cristina

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