mercoledì 6 luglio 2016

RECENSIONE : L'Abbazia dei Cento Inganni di Marcello Simoni

Buongiorno Lettori!
In questo mercoledì solitamente dedicato agli aggiornamenti sulle mie letture, voglio condividere con voi la recensione di un thriller storico che mi ha piacevolmente sorpreso ed affascinato: L'abbazia dei cento inganni di Marcello Simoni. Un romanzo capace di coinvolgere il lettore in una storia di intrighi, soprusi e tradimenti al centro esatto di un'epoca affascinante e controversa, pericolosa ed emozionante sotto diversi punti di vista. Ringrazio la Newton Compton Editore per la copia cartacea del romanzo. 
Potete trovare la recensione di L'Abbazia dei Cento Inganni anche sul sito www.thrillernord.it

Ferrara, inverno 1349. Un'inquietante processione di gente incapucciata si aggira nelle elve vicino Maynard de Rocheclancheche, con l'appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un'indagine per cercare di far luce sulla verità. L'impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto perchè sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è, infatti, l'unico custode del mistero più grande della cristianità: la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis Exilii.
alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna di imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell'apocallise, c'è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l'impavido cavaliere 
E questa volta, privato dell'appoggio dell'abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l'intrigo che lo coinvolge..
Prezzo: 9.90€ | Pagine: 352
Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 3

Prima di entrare nel dettaglio, mi sembra doveroso e giusto nei vostri confronti porre una inevitabile premessa: L’abbazia dei cento inganni mi è stata inviata dalla casa editrice pur non avendo letto i due capitoli precedenti. Questo, comunque, non ha tolto – a lettura conclusa – o pregiudicato la capacità stessa di questo romanzo di trasportare il suo lettore in un mondo lontano e in un contesto storico che è di per sé misterioso, controverso ed indubbiamente affascinante.

Ci troviamo a metà del 1300 a Ferrara.
E’ qui che si svolgono i fatti principali in un’epoca dove la Chiesa – ben lontana da essere protettrice di anime perdute e spinta da un’ insaziabile ed ipocrita bramosia - sta allungando le sue mani, avide e pericolose, su ogni centro di potere, economico e politico. La prima scena che si dipana dinanzi agli occhi del lettore è quella di una lunga e silente processione, fatta di uomini incappucciati e condotta da una donna altera ed imponente, dai lunghi capelli rossi, a cavallo di una bestia immonda che sembra provenire direttamente dalle bocche infuocate dell’Inferno. Visione che viene presto accompagnata da sinistri presagi e tangibili avvertimenti seguiti da tre semplice ed inequivocabili parole Pro Bono Malum.

« Simile a un corte di spettri, la processione si mosse sul tappeto di neve 
fino a un punto in cui i rami degli arbusti si intrecciavano in una sorta di arco, 
formando un passaggio nella tenebra... 
Una donna in groppa a una bestia. 
Una bestia che non sarebbe dovuta esistere, se non nelle lande più cupe dell'inferno! »

La città – uscita decimata dalla recente epidemia di peste – si trova ad affrontare simili presagi che sembrano condurre verso la suggestiva ipotesi di un’incombente apocalisse; realtà o finzione che la Chiesa non vuole lasciare incompiuta e, capeggiata dall'inquisitore Lamberto da Cingoli, attraverso la voce e le gesta del vescovo Guido de Biasio, si accinge a compiere tutto ciò che è in suo potere per combattere questa nuova, potente minaccia. Nell'imminente indagine viene coinvolto il cavaliere Maynard de Rocheblanche che – anche contro la sua stessa volontà – si ritrova coinvolto in una storia di misteri, intrighi e inganni che sembrano legare tutti i personaggi in una spessa trama intricata e difficile da sciogliere. E’, forse, una coincidenza che il cavaliere sia portatore e conoscitore di un segreto che farebbe gola ad ogni singolo esponente della sacra madre Chiesa? 
E’ davvero la soluzione dell’indagine ad interessare i prelati coinvolti o è forse l’entrare in possesso dell’agognato Lapis Exilii, terza reliquia di Gesù Cristo?
Dubbi iniziano ad insinuarsi nella mente del cavaliere che, in una ricerca che si rivelerà ben più oscura e minacciosa di quanto previsto, verrà affiancato dall'amico e pittore Gualtiero De’ Bruni, dall'abate Andrea di Pomposa – prezioso aiuto per un’indagine che rischierà di mettere in pericolo ben più di una vita - la sorella Eudeline Rocheblanche insieme alla sua protetta Isabeau.
Quello che si dipana dinanzi agli occhi del lettore è un quadro decisamente variopinto accompagnato da vistose pennellate di intrighi e inganni di ogni sorta. Marcello Simoni – tessendo una trama decisamente intricata ed adrenalinica – ci accompagna in un’epoca storica misteriosa ed affascinante tra i vicoli di una lontana Ferrara che, grazie a descrizioni precise e ben delineate, riusciamo quasi a scorgere tra la spessa coltre di nebbia che avvolge la sua delicata e oscura atmosfera.
Fin dalle prime pagine, L’Abbazia dei cento inganni riporta alla mente le atmosfere antiche e gli intrighi senza tempo di romanzi come Il nome della rosa, pur presentando al suo lettore una prosa narrativa mai eccessivamente arcaica o difficilmente comprensibile e rimanendo sempre fedele ai dettami stilistici e descrittivi di quel tempo. In gioco non c’è solo una frenetica e subdola corsa al potere, perpetrata anche a danni di poveri innocenti pur di raggiungere l’agognato soglio pontificio, ma il richiamo ai sentimenti più nobili dell’animo umano; sentimenti che non hanno tempo e che si presentano sempre nella loro veste immutata ed attuale: l’amore e il sacrificio per esso, l’amicizia e l’onore, la lotta per il bene e la sconfitta del male. Nel bene e nel male, appunto, quelle affrontate dallo scrittore sono tematiche che potremmo facilmente ritrovare, magari con vicende e protagonisti più moderni, anche ai giorni nostri e non ci stupiremmo poi molto nel constatare come nulla, in fondo, sia cambiato perché, in questo romanzo avvincente e trasbordante di mistero, Marcello Simoni racchiude i vizi e le debolezze più profonde dell’animo umano, sfaccettature che non hanno età o epoche particolari, ma che si ripresentano puntualmente sotto forme e pregiudizi diversi.

« Nella sua enigmatica brevità, quella frase allude forse a un evento del vostro passato
che custodite nella memoria. Pro Bono Malum. Intendete? Male in cambio di bene. 
Quasi aveste tradito le aspettative o la fiducia di qualcuno.. »

Degni di nota sono i personaggi che si affacciano sulla scena principale portando alla narrazione caratteri forti, eterogenei e ben delineati; in particolare, ho apprezzato il modo scelto dall'autore nel caratterizzare il mondo femminile allontanandosi dal classico stereotipo che vede le donne costrette ad assistere alle gesta di uomini coraggiosi e fieri dalle retrovie, spettatrici consapevoli di poter portare il loro fondamentale contributo per raggiungere l’agognato scopo e ribaltare le sorti del valoroso protagonista.
Eudeline e Isabeau sono donne coraggiose, impavide, orgogliose ed intraprendenti in grado di mettersi esattamente allo stesso piano dei personaggi maschili che con la loro arguzia, forza ed intelligenza spingono il lettore a divorare ogni pagina con crescente bramosia per scoprire, finalmente, quale lato risulterà vittorioso nell'eterna lotta tra bene e male, tra il coraggio più valoroso e la viltà più cieca.
Marcello Simoni ci regala un thriller storico ben costruito, intrigante ed appassionante, in grado di legare inevitabilmente il lettore alle sue pagine. Non mancano i riferimenti artistici, ovviamente storici e anche critici di un’epoca indubbiamente affascinante, ma che – allo stesso tempo – lascia sui suoi protagonisti un pesante velo di colpe e recriminazioni.

I collegamenti con i due capitoli precedenti, presentati in modo chiaro e preciso durante la narrazione, permettono una lettura accattivante e senza particolari difficoltà di comprensione anche chi si avvicina per la prima volta a questa trilogia. Una lettura che mi sento di consigliare agli amanti del genere, ovviamente, ma anche a chi è affascinato dalla storia medioevale, dai suoi misteri e dagli inevitabili silenzi delle sue imperturbabili vicende.

Cosa ne pensate, Lettori?
Lasciatemi le vostre impressioni nei commenti :)
Cristina

2 commenti:

  1. Ho anch'io in lettura questo bel thriller storico. Ho letto anche il libro precedente e Simoni mi ha conquistata con il suo stile, la narrazione camaleontica e i personaggi che si scoprono pian piano. La tua ottima recensione conferma la bravura dell'autore :)

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  2. -"Tu sei Angélique" le disse con un sorriso stanco. "La figlia di colei che mi amò e mi odiò allo stesso tempo. Da ora in poi, se vorrai, sarò tua madre".- Buongiorno Cristina, qualcosa ho perso :) ma _Angélique chi era costei? Grazie.

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