domenica 25 settembre 2016

RECENSIONE : Il Gioco del Male di Angela Marsons - Newton Compton Editori

Buongiorno Cari Lettori! 
Ho deciso di farvi compagnia in questa soleggiata domenica mattina con la recensione di un thriller psicologico, ricevuto qualche settimana fa dalla casa editrice Newton Compton Editori che ringrazio per la copia cartacea in omaggio!
Di cosa si tratta? Sicuramente ne avrete già sentito parlare: Il Gioco del Male di Angela Marsons.
Dopo la lettura, fate un salto nei commenti per condividere con me le vostre opinioni :)

Dall'autrice del bestseller Urla Nel Silenzio.
Numero 1 in Italia e in Inghilterra. 
Maggiore è il male, più letale è il gioco...

Quando viene rinvenuto il cadavere di uno stupratore, la detective Kim Stone e il suo team sono chiamati a investigare.
Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l’omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti.
È evidente che dietro tutto questo c’è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo.
Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale.
Storia: 4 | Personaggi: 5 | Stile: 4 | Copertina: 3

Avete presente quella strana e controversa sensazione in cui sapete di non poter andare avanti, ma, fermarvi risulterebbe altrettanto impossibile?
E' esattamente la sensazione che ho sentito pungere sulla mia pelle durante la lettura di Il Gioco del Male di Angela Marsons; un thriller psicologico in grado di sconvolgere ed emozionare che spinge il suo lettore al centro esatto di una scena surreale e inumana per quanto reale e plausibile.
Come accaduto con Urla nel Silenzio, anche in questo romanzo la detective Kim Stone si trova a dover affrontare casi investigativi in grado di spingerla oltre il limite fino ad allora consentito, costretta ad osservare quel baratro da troppo tempo chiuso a chiave, silenzioso e ben custodito, nel luogo più oscuro ed impenetrabile della sua anima, fragile e complessa.

« Piano piano la sensazione di un corpicino piccolo e caldo tra le sue braccia le evocò un ricordo potente. Un’altra occasione, tanti anni prima, un altro corpicino accanto al suo, che voleva essere protetto e rassicurato. Per la prima volta in ventotto anni, le lacrime le sfuggirono dagli occhi 
e rotolarono silenziose sulle guance.. »

Un ritmo crescente e molto intimo impedisce al lettore di prendersi pause da una lettura che progredisce naturalmente, abbracciando aspetti psicologici che certamente non possono lasciare indifferenti.
Da questo punto di vista, un ruolo fondamentale per il carisma stesso del romanzo è stato riversato sul personaggio femminile - quasi in antitesi con la nostra protagonista - della dottoressa Alexandra Thorne: una donna forte e indipendente, fredda e distaccata.
A dispetto di una professione - quale quella di psichiatra - che tende a far scaturire una sorta di naturale empatia verso il prossimo in evidente difficoltà, Alex vede nei suoi pazienti solo ed unicamente il mezzo per raggiungere i suoi scopi, pronta a sfruttarne ogni minima debolezza a suo pieno ed unico vantaggio, fregandosene apertamente delle inevitabili conseguenze. Due caratteri forti e dominanti che sono inevitabilmente destinati ad incontrarsi e a scontrarsi in un confronto serrato e violento, condotto tra le maglie complesse ed affascinanti della psiche umana attraverso giochi mentali e logici che porteranno la detective a volgere lo sguardo ad un passato oramai lontano, costretta ad affrontare quei ricordi dolorosi sepolti al sicuro per troppo tempo!

« E' la verità. I sociopatici possono cadere, ma solo se un numero sufficiente di persone punta il dito contro di loro. Credo che sia una frase di Einstein: " Il mondo è un luogo pericoloso, 
non per via delle persone cattive, bensì a causa di coloro che non intervengono a riguardo!" » 

Il Gioco del Male è un romanzo capace di scuotere la coscienza e aprire gli occhi davanti a realtà che non vivono esclusivamente tra le pagine di un libro. 
Un gioco pericoloso, meschino e crudele. 
Una lotta contro il tempo e contro un male difficile da smascherare. 
Attraverso uno stile ritmico ed incalzante, la Marsons rende chiaro al suo lettore la complessità e la profondità della psiche umana, con tutte le sue zone d'ombra che vengono saggiamente mascherate al mondo esterno, presentando una facciata di perbenismo e fiducia per poi covare e nascondere nell' intimo azioni atroci ed inimmaginabili. 
Sono stati propri i capitoli presentati in prima persona dalla dottoressa Thorne ad affascinarmi in un modo assolutamente magnetico ed immediato; entrare direttamente nella sua mente, attraverso parole dirette e taglienti, hanno reso la lettura ancor più feroce e curiosa, aumentando quell'adrenalina che scorre naturalmente dalla penna di quest'autrice. 
La bravura della Marsons sta proprio nell'essere stata capace di adattare la sua scrittura alle sue due protagoniste, permettendo al lettore di abbracciare ogni spiraglio del loro passato, di evidenziarne ogni contraddizione e di afferrarne ogni minima sfaccettatura pronta a fare capolino tra le righe, appassionate e coinvolgenti, di questo romanzo. 

Il Gioco del Male è essenzialmente quel genere di romanzo che si lascia divorare, dove le pagine scorrono, uno dopo l'altra, leggere ed impetuose, accompagnando il lettore al centro di una scena capace di sconvolgere ed emozionare, spingendo l'asticella della nostra attenzione oltre la semplice lettura d'intrattenimento. Lungo tutta la narrazione risulta chiaro lo studio a monte perseguito dall'autrice per costruire una storia che fosse sì frutto della sua immaginazione, ma ancorata ad un feroce appiglio di tangibile realtà. Uno sforzo, a mio avviso, che viene premiato con un risultato indubbiamente veritiero e plausibile e che, come tale, riesce a conferire all'intero romanzo quel quid novi necessario ad entrare nella mente del lettore, legarlo in una morsa di curiosità e tensione che non lascerà più la presa... almeno fino al calare dell'ultima scena! 

E voi, Lettori, cosa ne pensate?
Avete letto questo romanzo? Vi ha convinto?
Personalmente, credo che sentiremo parlare ancora e molto presto di Angela Marsons.. 
Cristina

5 commenti:

  1. Ricevuto qualche settimana fa, ma in questo periodo, come sai, ho poca concentrazione, quindi ho rimandato la lettura al post-Boves!

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  2. Ho letto e amato questo intrigante thriller, mi sono piaciute tantissimo le protagoniste femminili del romanzo. Kim e Alex si affrontano in un duello psicologico che affascina e coinvolge. A breve leggerò "Urla nel silenzio" per comprendere e conoscere ancor meglio Kim. Complimenti per la tua intensa recensione :)

    RispondiElimina

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