venerdì 25 novembre 2016

RECENSIONE : Alaska di Brenda Novak - Giunti

Buongiorno Silenziosi Lettori! 
In questo Black Friday fatto di corse ad acquisti che forse alla fine nemmeno ci servono, torno a condividere con voi una nuova recensione di un thriller psicologico che ho amato e divorato in occasione del Blogtour condiviso con altri Blog ed organizzato dalla casa editrice. 
Sto parlando di Alaska di Brenda Novak, capitolo che apre le fila di una serie che presenta tutte le carte in regola per sconvolgere, catturare ed emozioni i suoi lettori.
Pronti ad un viaggio nell'inquietante psiche umana?

« Questi non sono uomini che sentono voci che ordinano loro di uccidere o che non conoscono la differenza tra il bene e il male. Semplicemente non sanno cosa siano le emozioni,
non riescono a stabilire rapporti veri con gli altri essere umani.
Fanno quello che li avvantaggia, quello che è nei loro interessi, e si sentono perfettamente giustificati.
Il vero problema è che in giro ci sono più psicopatici di quanto si creda! »

Prezzo: 14.90€ | Pagine: 468
Stanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell’Alaska dove l'inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze. Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d'America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l'istituto insieme al collega Fitzpatrick.
Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata.
Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi. E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei e che l'ombra del passato la stia per raggiungere ancora una volta.

Storia:4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 5

Alaska è un romanzo che non lascia respiro: intenso, profondo, struggente e adrenalinico inchioda il lettore autenticamente alle sua pagine sin dai primi istanti; istanti che si insediano nel cuore del lettore come una lama tagliente, una ferita incapace di guarire, un dolore perenne che continua a pulsare indomabile, capitolo dopo capitolo. Alaska è la storia di Evelyn Talbot!

« Con i suoi lineamenti scolpiti, il corpo atletico, la mente acuta e i genitori ricchi era così convincente, così credibile, così poco assassino.. Nessuno lo avrebbe mai creduto capace di un simile crimine! »

Conosciamo fin da subito Evelyn, spensierata ed innamorata adolescente, costretta a subire sulla sua stessa pelle il peggiore dei tradimenti e a vivere ad occhi aperti il peggiore degli incubi da cui sembra impossibile destarsi in tempo... ritroviamo, anni dopo, la dottoressa Evelyn Talbot in una sperduta cittadina dell'Alaska, ideatrice e sostenitrice della clinica psichiatrica di massima sicurezza Hanover House che, con finalità prettamente scientifica e fortemente ostacolata dalla pacifica popolazione, mira ad ospitare i peggiori sociopatici e serial killer d'America al fine di trovare una risposta alle loro azioni e alla totale assenza di reazioni emotive, coscienza o sensi di colpa.
Una scelta difficile da comprendere e da molti ostacolata; primo fra tutti il sergente Amarok, uomo indipendente, forte e risoluto, calmo e riflessivo. I suoi timori sembrano avere conferma quando resti umani di donne brutalmente martoriate - con modus operandi troppo simile a quanto subito da Evelyn anni prima - vengono ritrovati nelle zone limitrofe al carcere risvegliando anche le più profonde paure della donna... dopo tutti quegli anni, l'incubo sta tornando? 
Il suo aguzzino è riuscita a raggiungerla anche in quel posto dimenticato da Dio?

Grazie ad una narrazione intensa, serrata e coinvolgente sospinta da un'ambientazione che si presta perfettamente quale scenario ideale per un thriller all'ultimo respiro, la Novak ci accompagna in un viaggio dal ritmo crescente e  a tratti inquietante al centro della mente umana e di quella criminale.

Alaska è esattamente quel genere di romanzo in grado di gestire in modo puntuale e ricercato la psicologia complessa di ogni suo personaggio, senza mai cadere nelle banalità o lasciare tracce di non detto!
Proprio per questo motivo, i personaggi secondari si rivelano essere la chiave di volta di una storia capace di scatenare nella mente del suo lettore curiosità e dipendenza, spingendolo quasi verso una sorta di letteraria ossessione attorno ad una realtà sociale e criminale tutt'altro che isolata.
Nel bene e nel male, personaggi come il dottor Fitzpatrick - collega e sottoposto di Evelyn, uomo fragile e vendicativo - e i detenuti Hugo e Garza riescono a conferire al romanzo quella marcia psicologica in più in grado di rendere la lettura ancora più intensa ed ammaliante, costringendo inevitabilmente il lettore ad una lettore vorace e feroce con il solo intento di divorare, pagina dopo pagina, quell'inaspettato viaggio letterario capace di sconvolgere e conquistare con estrema facilità.

Personalmente mi sono lasciate letteralmente trasportare dagli eventi che la Novak ci presenta come un fiume in piena in grado di travolgere e distruggere qualsiasi ostacolo; un romanzo che affascina naturalmente grazie al modo autentico e mai forzato con cui l'autrice indaga nella mente umana, nei suoi buchi neri, nelle sue paure e contraddizioni. I personaggi risultano ben delineati ed efficaci, anche la più piccola comparsa gioca un ruolo preciso e ben calibrato nella storia senza stonare mai con il progredire della narrazione. I colpi di scena sono stati inseriti dall'autrice senza sembra eccessivamente costruiti o improbabili, rappresentando parti inconcepibili di una realtà parallela che che potremmo facilmente riscontrare nei quotidiani casi di cronaca. Violenza e dolore, quindi, ma anche forza e speranza sono le emozioni che caratterizzano Alaska insieme ad un imprescindibile elemento psicologico capace di renderlo uno dei thriller più interessanti letti in questo anno. 
Da parte mia, Lettori, non posso fare altro che consigliarlo pienamente! 

Cosa ne pensate? Siete amanti dei thriller come la sottoscritta?
Se siete alla ricerca di una lettura del genere che possa anche iniziarvi a questa tipologia narrativa, avete trovato il romanzo che fa al caso vostro. Se, invece, siete incerti o semplicemente curiosi, sbirciate nel Blogtour e troverete sicuramente quegli stessi elementi che mi hanno fatto adorare questo romanzo! Scommettiamo?
Cristina

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