venerdì 27 gennaio 2017

[ GIORNATA DELLA MEMORIA ] Recensione : La Ragazza dei Fiori di Vetro di Tilar J. Mazzeo - Piemme

Buongiorno Lettori! 
Nel giorno della ricorrenza internazionale in commemorazione delle vittime dell'Olocausto - in coincidenza con la liberazione sovietica del campo di Auschwitz nel 1945 - voglio parlarvi di La Ragazza dei Fiori di Vetro,  una biografia autentica e storicamente ricercata intorno alla figura di Irena Sandler, donna cristiana e polacca che, insieme a fidati amici e collaboratori, ha costruito - tra le mura di una distrutta e violata Varsavia - una rete di conoscenze e aiuti volti alla liberazione di migliaia di bambini ebrei rinchiusi entro i confini del Ghetto. Una cronaca di storie personali, incontri fortuiti, sacrifici e perdite che hanno contraddistinto una piccola e fondamentale parte di storia polacca che non può e non deve in nessun caso essere dimenticata!


Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. 
Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l'archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità... Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. Mentre l'auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l'aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l'unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell'esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla!

Storia: 4 | Personaggi: 3 | Stile: 4 | Copertina: 4

Oggi, 27 Gennaio, si celebra la Giornata della Memoria in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Memoria indelebile che chiama a gran voce ognuno di noi a non dimenticare, a riflettere, a leggere e a domandarsi come ed in che modo sia stato possibile permettere l’eccidio di milioni di innocenti nella silenziosa connivenza del mondo intero! 

« ... bisognava portarli nella zona ariana perchè il ghetto era diventato un inferno. I bambini morivano per la strada, per ordine di Hitler e di Himmler, e con la connivenza del mondo intero! »

In questo particolare giorno, desidero parlarvi di un libro che è diretta testimonianza di una storia di coraggio e sacrificio, di resistenza e umanità taciuta per molti anni, nascosta al pubblico da regimi che si sono susseguiti in una terra, come quella polacca, che ha vissuto soprusi, violenze ed ingiustizie come nessun’altra. Sto parlando di La ragazza dei fiori di vetro di Tilar J. Mazzeo; un libro storico e parzialmente romanzato che, con uno stile cronachistico e reale, riporta nero su bianco la storia di Irena Sendler, una donna polacca e cattolica che, insieme ad amici e collaboratori, ha salvato - durante l'occupazione nazista - circa 2.500 bambini da un destino inevitabile e definitivo.

In questo romanzo viene ricostruita tutta la vita di Irena – dove non mancheranno lati oscuri ed umani difetti – che ne evidenziano, con forza e determinazione, ogni passo coraggioso ed ogni sua impavida decisione nel voler mettere a rischio la sua stessa vita per salvare quella di bambini innocenti, ma anche uomini e donne rinchiusi come bestie dentro i confini del Ghetto di Varsavia. 
Irena ci viene descritta come una ragazza poco più che ventenne, sorridente e minuta; testarda ed irriducibile, incapace di mettere da parte la propria coscienza di fronte ad un'ingiustizia che il mondo non poteva non vedere! Da semplice attivista di una resistenza nata tra i banchi della Libera Università di Varsavia, Irena divenne, in poco tempo, idealista e responsabile di un'organizzazione - composta da ariani, cattolici, comunisti ed ebrei - che, sfruttando a proprio vantaggio conoscenze personali e punti deboli dell' invasore, riuscì a costruire una rete, in continua espansione, attraverso cui far uscire dal Ghetto centinaia e centinaia di bambini, portandoli così in salvo dal proprio destino, scritto e segnato in un lontano studio di Berlino. Storicamente, nelle pagine di La ragazza dei fiori di vetro, ripercorriamo il percorso evolutivo di una città invasa dal nemico, costretta a progressive e più incisive limitazioni di quelle libertà fondamentali che, per anni, saranno solo un lontano e sperato miraggio. Vivremo assiduamente accanto ad Irena, conoscendo, angolo per angolo, vita dopo vita, il Ghetto con i suoi personaggi, immersi nel dolore e in scelte inevitabili, con i suoi segreti, i suoi cunicolo scavati nell’oscurità della notte e nomi di persone che non si sono mai arrese, che hanno lottato contro la Bestia, mettendosi in gioco ad un prezzo molto alto, ma risplendendo di quell’umanità che sembrava essere oramai andata perduta.

Non aspettatevi nulla di romanzato tra le righe di un libro che chiama il suo lettore ad un approfondimento non esclusivamente storico, ma anche intimo e morale. Se davvero “ per non dimenticare ” possa diventare qualcosa di più di una semplice speranza, è necessario affrontare ogni dettaglio, comprendere ogni decisione, confrontarsi proprio con quelle personalità che hanno permesso, negli anni più bui della nostra storia contemporanea, di intravedere quell’accecante barlume di speranza che non può e non deve mai andare perduta! Tra questi troviamo Irena. Irena e i suoi amici, Irena e la sua organizzazione, Irena e i suoi collaboratori che, come un uomo solo, si sono dedicati ad una missione difficile, pericolosa e dolorosa sotto molteplici punti di vista.

Non posso che consigliarvi la lettura di La ragazza dei fiori di vetro
Negli ultimi anni, in modo particolare, mi sono interessata alla lettura attorno alla tematica dell'Olocausto e dell'epurazione condotta dal regime nazista incrociando, con risvolti più o meno positivi, vari romanzi capaci di raccontare parti diverse di una comune storia e mettendone sotto i riflettori alcune particolari sfaccettature. In questa occasione, invece, scorrendo sotto i miei occhi un'autentica testimonianza di vita e sacrificio quotidiani, mi sono ritrovata a subire consapevolmente un flusso interminabile di emozioni che andavano dalla rabbia allo sgomento, passando dalla gratitudine ad un vigore crescente. 
Reazioni che, credo, inevitabili se legate ad una riflessione che investe anche i giorni nostri; quando tutte quelle parole, quegli attacchi, quelle assurde colpe addossate al popolo ebraico vengono attualmente rivolti ai diversi e all'estraneo con una facilità ed una superficialità disarmante. 
Prima di diffondere il #pernondimenticare credo sia fondamentale puntare lo sguardo sulla realtà più vicina a noi, su una quotidianità che, giorno dopo giorno, sembra pericolosamente virare verso sentimenti di odio aberrante ed ingiustificabile. 

E voi, Lettori, cosa ne pensate?
Avete letto o leggerete qualche romanzo sulla Shoah?
Lasciatemi le vostre reazioni ed impressioni a caldo nei commenti.. 
Cristina

2 commenti:

  1. Lo sai, sono i miei libri preferiti!!! Questo farà parte della mia immensa collezione... mi ricorda, come tematica, come storia, un po' "I ragazzi di villa Emma"... ovviamente non strutturato nello stesso modo, immagino, però anche in Italia, a Nonantola, in provincia di Ferrara (se non erro) ci sono state persone che hanno lottato per salvare le vite di tanti bambini... te lo consiglio, magari puoi dirmi se ci trovi similitudini anche tu!

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    Risposte
    1. In questo caso si tratta di una biografia, quindi la storia vera e, in piccola parte, ricostruita di Irena Sendler che, devo ammetterlo, non conoscevo fino a pochi giorni fa. Non mi capita spesso di leggere biografie su questo tema, ma forse è il modo più giusto e diretto per entrare a diretto contatto con il vissuto di un'epoca non troppo lontano e pericolosamente attuale!

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