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[ RECENSIONE ] Dentro L'Acqua di Paula Hawkins | Piemme


Altro giorno, altra recensione! 
Torniamo al genere a me più caro, a quello più volte preso d'assalto da molte case editrici e tantissimi autori più o meno sconosciuti, un genere difficile e complesso che richiede elementi specifici ed un approccio psicologico che non può permettersi di allentare la presa per l'intera durante della sua narrazione. Dopo la mezza delusione subita con il suo romanzo d'esordio - La ragazza del treno ( potete leggere la mia opinione qui ) - ho deciso di rituffarmi e questa volta letteralmente parlando nel mondo di Paula Hawkins con il suo nuovo romanzo - Dentro l'acqua - che si è rivelato, pagina dopo pagina, un'autentica scoperta, una presa di coscienza tumultuosa ed un appassionante storia che unisce mistero e occulto tra le acque torbide di un fiume che avrebbe davvero tanto da raccontare.

DENTRO L'ACQUA di Paula Hawkins
Prezzo: 19.50€ | Pagine: 372
Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell'Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l'hanno sempre tenuta lontana.
Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare.
Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n'è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata.
Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine - donne scomode, difficili, come lei - ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l'ha trascinata con sé dentro l'acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l'acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra...

LA RECENSIONE!

Considerato la mia pregressa esperienza con La ragazza del treno mi sono approcciata alla lettura di Dentro l'acqua con quel senso di apprensione e diffidenza che mi contraddistingue quando decido di dare una seconda occasione ad un autore così seguito ed apprezzato come Paula Hawkins. Una sensazione che si è dissolta in poco tempo, pur rimanendo in atto qualche piccolo sbavatura evitabile di cui vi parlerò a breve.

« Esistono persone che sentono il richiamo dell'acqua: una specie di sesto senso, 
qualcosa di ancestrale che le riporta sempre a dove l'acqua scorre. Io sono una di loro. 
Mi sento viva solamente quando sono vicina all'acqua. »

Il fulcro narrativo di Dentro l'acqua ruota attorno al fiume di Beckford e, in particolare, ad un luogo misterioso ed ancestrale conosciuto come Lo Stagno delle Annegate. E' proprio in questo punto esatto, all'ombra di un promotorio scosceso, tra le sue acque torbide ed inospitali che molte donne, nei secoli passati e negli anni più recenti, hanno incontrato l'abbraccio della morte. Destino che le lega indissolubilmente a quello di Nel Abbott: donna curiosa e indipendente, testarda oltre ogni dire, ossessionata da quelle storie a cui tentava con forza di dare voce.
E' proprio l'inspiegabile suicidio della sorella a costringere Jules Abbott ad un viaggio indietro nel tempo che non avrebbe mai voluto intraprendere. A differenza di sua sorella, Jules si è allontanata da Beckford e dalle sue ipocrisie, dai suoi silenzi ostinati e da quel fiume capace di portare solo dolore, ferite e distruzione. Jules non ha mai creduto alle spiegazioni sovrannaturali che la sorella era solita raccontarle da bambina e che ora, a distanza di molti anni, aveva confluito in un progetto letterario che avrebbe dovuto portare a galla troppi segreti, fastidiose verità come uno schiaffo diretto ad un omertà opprimente e vendicativa che ristagnava opprimente in tutta la piccola cittadina. 
Cosa c'è di vero in quelle leggende? Quali oscuri segreti giacciono dietro le recenti morti di tre donne di Beckford? Nel si è suicidata o è stata spinta verso la morte?

Questi e molti altri quesiti troveranno infine risposta tra le pagine di Dentro l'acqua. 
Un romanzo indubbiamente corale che, come accaduto con La ragazza del treno, è in grado di dare voce a personaggi molto diversi, peculiari e caratteristici in grado di poggiare quell'immancabile tassello narrativo di un puzzle intricato e complesso che si rivelerà solo alla pagina finale. Sono molti, dunque, i personaggi che incontrerete durante la lettura di Dentro l'acqua e posso assicurarvi che non sono messi a caso giusto per riempire la scena, permettendo, invece, il costruirsi di una trama fitta di cambiamenti, impercettibili colpi di scena, curiose coincidenze e oscuri segreti che non possono essere tralasciati da un lettore attento e vigile anche ai più piccoli particolari. 
Unico neo, in questo caso, è ravvisabile in un leggero rallentamento nella narrazione che, in realtà, si allinea di pari passo ad un ingorgo investigatico che sembra riflettere quella densa omertà popolare che accomuna - a parte isolate eccezioni - l'intera cittadina inglese. Lo stile linguistico e narrativo riscontrato durante la lettura di Dentro l'acqua risulta essere coerente con il genere narrativo e ben strutturato - segno di una maturità artistica che ho piacevolmente apprezzato - in molte sue parti, senza perdersi in inutili giri di parole o adottando uscite scontate e prevedibili come era accaduto nel suo romanzo d'esordio. Anzi, a mio avviso, scelta molto azzeccata è stato il voler unire il carattere misterioso ed enigmatico del thriller a quello ancestrale e coinvolgente dell'occulto creando un mix comunque credibile, affatto pesante, in grado di assolvere perfettamente al suo scopo: porre il lettore al centro di una storia che esalta doti investigative e naturale curiosità senza mai abbandonare la presa, in quel gioco di detto e non detto che lascia uno stupore muto agli angoli della bocca proprio all'ultima riga.

« E' terribile vedere qualcuno stretto nella morsa di un dolore così viscerale.
Stare a guardare è una violenza, un'intrusione, una violazione. 
Eppure lo facciamo, dobbiamo farlo, di continuo, 
bisogna solo imparare a sopportarlo, in un modo o nell'altro. »

Dentro l'acqua è, quindi, un romanzo che mi sento di consigliare ovviamente a quanti hanno amato La ragazza del treno, ma anche a quanti come la sottoscritta non hanno avuto un bell'impatto emotivo con il romanzo d'esordio della Hawkins. Sicuramente, in questo troverete quello stesso stile di scrittura diretto e magnetico, scorrevole e quasi cinematografico capace di tenere incollati alle pagine con le buone o con le cattive, ma accompagnato da elementi intriganti, puntuali e ben calibrati che, in conlusione, lasciano il lettore con l'acqua alla gola, letteralmente.

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