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[ RECENSIONE ] Gli Eredi di Wulf Dorn

Buongiorno Lettori! 
Mentre si apre davanti a noi un nuovo fine settimana, voglio condividere con voi la mia opinione di Gli Eredi, ultimo romanzo dello scrittore tedesco Wulf Dorn che ho avuto il piacere e l'onore di incontrare lo scorso mese a Milano in casa editrice. Ringrazio Corbaccio per la meravigliosa opportunità e la copia cartacea del romanzo!

GLI EREDI di Wulf Dorn
Prezzo: 17.60€ | Pagine: 300
Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti dei lati oscuri della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; sull'auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da rendere difficile smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l'uomo che l'ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa.
Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

LA RECENSIONE!

Gli Eredi è un romanzo che mi ha sorpresa dalla prima all'ultima pagina.
Devo ammettere che, scoprendo il nuovo lavoro di Wulf Dorn, mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa che fosse intimo al genere psicologico-thriller ed invece, con mia piacevole sorpresa, mi sono trovata a scorrere le pagine di un romanzo che è in grado di far riflettere il suo lettore, intervallando scene così reali e tangibili, quasi claustrofobiche, in grado di rendere perfettamente quel senso di incertezza ed inquietudine che Gli Eredi è chiamato a trasmettere.

La storia si apre con un incipit intenso e calzante, motore e fulcro dell'intera narrazione.
Patrick Landers sta correndo in macchina verso sua figlia e la sua ex moglie - non rintracciabili da troppo tempo - quando, lungo una strada impervia e resa ostile da una pioggia incessante, nota una macchina fuori strada, in pessime condizioni. Al volante, con sua grande sorpresa, trova Laura Schrader - sua ex cognata - in stato confusionale, chiaramente non in grado di distinguere realtà e finzione viste le parole sconnesse legate ad uno strano avvertimento di non proseguire e a ricordi difficilmente connessi che continua a proferire all'uomo con un profondo senso di angoscia e di dolore che sembrano non darle tregua. Un dolore che troverà presto risposta...

Voci.
Tante voci. 
Bisbigliavano, sogghignavano, sibilavano, piangevano.
Più forte, sempre più forte.

Non voglio dilungarmi eccessivamente sulla trama perchè credo che un romanzo come Gli Eredi debba essere interamente scoperto dal lettore secondo i suoi tempi e la sua personale sensibilità che, credetemi, verrà inevitabilmente fuori durante il proseguo della narrazione. Una sensibilità che, probabilmente, è legata sia alla tematica affrontata dall'autore - i bambini e i loro diritti calpestati da un mondo adulto, cieco ed egoista - che dai protagonisti di questo romanzo che ci vengono presentati sotto una luce molto diversa, complessa ed oscura, quasi minacciosa in grado di spingere il lettore oltre la consueta apparenza, affrontando di petto una realtà sociale e culturale che risuona assordante sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Anche in questo romanzo, d'altronde, Dorn si riconferma come uno dei migliori esponenti del genere in grado di giocare abilmente con la mente del suo lettore senza rivelare mai troppo, ma continuando a percorrere quell'oramai famoso filo del rasoio capace di tenere alta la giusta tensione, il senso di incertezza, di confusione e di intima inquietudine.

I loro occhi scintillavano di una malvagia allegria mescolata a un odio sconfinato... 
Dappertutto nel mondo ci fate cose orribili. E perché? Perché per voi conta solo la vostra vita. 
Il vostro benessere, il vostro divertimento, il vostro fanatismo, il vostro odio. 

Ne Gli Eredi ritroverete ogni punto di forza dello stile di Dorn che, in questo caso, raddoppia la posta in gioco mettendo sul tavolo un romanzo che non solo è in grado di avvolgere il lettore in una morsa tenebrosa ed accattivante, ma che si spinge verso importanti sfumature di denuncia e di riflessione capaci di conferire al romanzo un guizzo di maggiore coinvolgimento con la trama, i suoi personaggi e le storie vere che fungono da intermezzo alla narrazione.
Nello specifico, i personaggi creano un'immediata empatia con il lettore senza mai risultare eccessivi, poco credibili o fuori posto, ma, anzi, assumendo un ruolo preciso e d'impatto in una narrazione che non permette pause, che incalza il lettore alla scoperta di una verità in grado di sconvolgere e di ammaliare allo stesso tempo.
Tornando, infine, alle scelte stilistiche adottate da Dorn in questo romanzo ho particolarmente apprezzato la sua volontà di rendere alcune scene così vivide e reali, da essere quasi tangibili. intime e dolorose a tal punto da smuovere quelle emozioni profonde, quelle coscienze silenziose e quelle domande che troppo spesso evitiamo e a cui, invece, dovremmo prima o poi trovare risposta e soluzione.

In conclusione, Gli Eredi è un romanzo che non posso non consigliarvi di leggere, ma partendo privi di preconcetti o abitudini sui precedenti lavori di Dorn. Il mio consiglio spassionato è di non fare paragoni con i titoli che lo hanno preceduto perchè così perderete il senso stesso di un romanzo che non è ingabbiato tra le maglie di un genere letterario, ma che si spinge oltre quella coltre di ostinata superficie, permettendo al suo lettore di aprire mente, cuore e coscienza dinanzi a realtà inevitabili e a conseguenze future che, se prese ancora a lungo sotto gamba, potrebbe portare a risvolti decisamente più agghiaccianti di qualsiasi invenzione.

Per scoprire i segreti dietro al romanzo, non perdete il resoconto dell'incontro con Dorn!

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