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[ RECENSIONE ] Nessuno come Noi di Luca Bianchini | Mondadori


Buongiorno Lettori! 
Anche questa settimana anticipiamo il fine settimana con una nuova recensione insieme a Nessuno come noi, ultimo romanzo di Luca Bianchini che ho avuto il piacere di incontrare ed ascoltare una settimana fa a Città di Castello presso la Libreria Gulliver in occasione del Maggio dei Libri. Troverete qualche foto dopo la mia opinione su un romanzo che, come i suoi precedenti, approderà molto presto sul grandeschermo...

NESSUNO COME NOI di Luca Bianchini
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 250
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe"...

LA RECENSIONE!

Nessuno come noi è stato il mio primo approccio letterario con Luca Bianchini e, di conseguenza. nelle righe che seguiranno non troverete paragoni con i suoi precedenti lavori, ma esclusivamente le sensazioni che mi hanno accompagnato durante la lettura di un romanzo che mi è letteralmente scivolato tra le mani.

L'ultimo lavoro di Bianchini, infatti, per noi lettori della retroguardia, quelli cresciuti senza cellulari e social, senza tag e stories di quindici secondi - che farci entrare tutto è quasi sempre un dilemma esistenziale - quelli che mettevano la vita intera dentro un diario distrutto e condannato ad esplodere già a marzo, per tutti noi, è un viaggio nella memoria e nel tempo, in quei ricordi che sembrano dietro l'angolo e che, invece, appartengono ad una realtà che si spiega a fatica alle nuove generazioni. Ed è proprio al centro esatto di questa realtà che entriamo a contatto con le storie di Vince, di Cate, di Spagna e Romeo Fioravanti. Adolescenti degli anni ottanta che riflettono perfettamente moda, comportamenti e costumi che inevitabilmente fanno sorridere tra l'imbarazzo e la nostaglia di quegli anni dove tutto sembrava più facile e naturale, meno mostrato e più vissuto.

Nessuno come noi è un romanzo che respira gli anni ottanta in ogni sua perfetta contraddizione e che, allo stesso tempo, si presenta in grado di coinvolgere ogni generazione, senza esclusioni. I tempi inevitabilmente sono cambiati e la tecnologia ha preso probabilmente il posto della maggior parte delle emozioni che un tempo sgorgavano naturali e senza filtri, ma sono quelle medesime sensazioni che possiamo facilmente ritrovare nei nostri ricordi, nella nostra adolescenza, in quei professori che ci sembravano così strani e fuori dal mondo, in quelle mode che avremmo voluto dimenticare e che, invece, foto su foto sono ancora prove inconfuntabili di uscite evitabili e quantomai imbarazzanti. Lo stile di Luca Bianchini è diretto e naturale, condotto da una frenesia quasi cinematografica che, forse, sotto alcuni aspetti, lascia in sospeso personaggi e situazioni a pannaggio di altre. Personaggi  che ho trovato immediatamente familiari, quasi tangibili e reali. In modo particolare, ho adorato Betty Bottone, una professoressa sicuramente sui generis, meno istituzionale e più umana. Lei, come d'altronde i protagonisti di Nessuno come noi, è chiamata ad una presa di coscienza, a muovere la sua vita - non solo a passi di danza - verso decisioni non sempre facili, ma inevitabili. Ho apprezzato il modo in cui Bianchini è riuscito a mettere in evidenza pregi e difetti, virtù e fragilità dei vari personaggi che si affacciano durante la narrazione; sottolineando quelle piccole e onnipresenti contraddizioni miste a fastidiose ipocrisie che colorano vita ed episodi di generazioni e generazioni. Una storia di vita quella raccontata da Bianchini senza maschere o filtri, condotta attraverso un registro linguistico diretto e scorrevole che riflette il temperamento e la personalità entusiastica e coinvolgente - da vero showman - dello stesso autore che ho avuto modo e piacere di vedere con i miei occhi appena una settimana fa.
Un incontro senza dubbio curioso e divertente che ha svelato piccoli retroscena di Nessuno come noi, curiosità adolescenziali che Bianchini ha condiviso apertamente con i suoi lettori, diari ritrovati che hanno messo in moto la stesura del romanzo e qualche altro aneddoto che mi perdonerete non posso rendere pubblico :)
Il tutto racchiuso in una dedica che mi ha sorpreso perchè in quelle parole c'è racchiuso tutto quello che ora cerco e di cui mi rendo conto ho vitale bisogno:

4 commenti

  1. l'ho letto e mi è piaciuto molto, sarà che gli anni '80... mi appartengono ^_-
    ho amato anche altri romanzi di luca, in particolare IO CHE AMO SOLO TE e LA CENA DI NATALE, te li consiglio :=)

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    1. Io sono più anni 90 :) penso proprio di recuperare " Io che amo solo te "! Non so quando, ma lo farò...

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  2. Luca è bravissimo nel fare le dediche ai suoi lettori! Pare quasi che, in uno sguardo, riesca a cogliere l'essenza di chi ha davanti.
    Per quanto riguarda questo libro, sicuramente il fatto che tu non abbia termini di paragone con i romanzi precedenti, soprattutto con i due "Io che amo solo te", ti ha sicuramente aiutata ad apprezzarlo. Io l'ho trovato passabile, sicuramente migliore del precedente, ma non all'altezza degli altri!

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    1. Ti giuro che quella dedica mi ha spiazzata... e con me non è facile :) Dovrò recuperare Io che amo solo te!

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